TCC - TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA CARDIACA
La TCC, detta anche angio-TC coronarica o coronaro-TC è un’indagine radiologica non invasiva che permette di visualizzare le arterie coronarie e di evidenziare o escludere la presenza di placche aterosclerotiche.
La TC multistrato rappresenta l’ultima evoluzione di un costante miglioramento tecnologico che, grazie all’aumento della risoluzione temporale e spaziale, riesce ad esplorare volumi sempre più estesi del nostro corpo in tempi ancora più brevi.
La TC di ultima generazione a 128 strati - capace di eseguire scansioni estremamente veloci (di 0.3 secondi) con acquisizione di un volume corporeo costituito per singola scansione da 128 strati di 0.5 mm di spessore - rende possibile l’applicazione di tale metodica nella diagnosi delle malattie coronariche.
QUALI INFORMAZIONI FORNISCE?
Permette di valutare la struttura del cuore e la sua funzione di pompa.
Identifica la presenza di fluido nel pericardio che circonda il cuore. Permette di valutare struttura e calibro dei vasi che originano dal cuore. Utilizzando un mezzo di contrasto iodato si possono visualizzare le coronarie ed eventuali placche che le possono ostruire, ma anche valutare la pervietà di precedenti bypass o la presenza di cardiopatie congenite. Misura il quantitativo di calcio presente nell’albero coronarico (calcium score) utile per definire il rischio cardiovascolare.
QUALI SONO I POTENZIALI RISCHI?
Questa tecnica espone il paziente a radiazioni ionizzanti, sebbene a basse dosi. Va pertanto utilizzata se esistono valide indicazioni mediche. Non va utilizzata nelle donne in gravidanza. Possono raramente verificarsi reazioni allergiche al mezzo di contrasto. Deve essere eseguita a digiuno (almeno 2 ore).
COME SI EFFETTUA L’ESAME
L’esame viene eseguito a digiuno con o senza mezzo di contrasto. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino e vengono applicati degli elettrodi sul torace per monitorare il battito cardiaco. Se l’esame prevende l’utilizzo del mezzo di contrasto viene iniettato in una vena del braccio circa 100 cc di contrasto iodato e di un bolo di soluzione fisiologica mediante un iniettore ad alta velocità.
Il lettino si muove all’interno del macchinario e il tubo radiogeno ruota intorno al paziente emettendo radiazioni. Il paziente non avverte alcun dolore.
Successivamente vengono acquisite le immagini per una durata di circa 10 secondi durante i quali il paziente deve mantenere un’apnea assoluta al fine di eliminare gli artefatti da movimento.
Le acquisizioni risultano più accurate se la frequenza cardiaca è 60-70 battiti/minuto e pertanto potrebbe essere necessario concordare specifica terapia da assumere il giorno dell’esame. Un sofisticato programma di rielaborazione delle immagini acquisite permette di “fotografare” le arterie coronarie in diastole (quando il cuore non è in movimento) riducendo al minimo gli artefatti da movimento.
Le immagini ottenute vengono poi elaborate e refertate congiuntamente dal radiologo e dal cardiologo.
La durata dell’esame è in genere di 5 - 10 minuti.
Il paziente può riprendere già da subito le sue attività quotidiane.
A CHI VIENE PRESCRITTO
L’indicazione principale dell’esame è quella di escludere la presenza di malattia coronarica in pazienti con probabilità di malattia bassa-intermedia e con indagini non invasive (in particolare la prova da sforzo) non conclusive.
Altri ambiti di utilizzo solo la rivalutazione di pazienti già rivascolarizzati (con bypass o con angioplastica) con dolori toracici atipici, l’esclusione di malattia coronarica in pazienti con cardiopatia dilatativa, l’esclusione di coronaropatia in pazienti candidati a chirurgia cardiaca valvolare e l’esclusione di anomalie coronariche.
L’indicazione all’esame è data dal Cardiologo dopo attenta valutazione del quadro clinico del singolo paziente, dell’iter diagnostico effettuato, e della esclusione di eventuali controindicazioni.
CONTROINDICAZIONI
Oltre all’insufficienza renale severa, sono tutte quelle condizioni che possono ridurre la qualità dell’indagine e quindi l’accuratezza diagnostica: la fibrillazione atriale, l’obesità, le malattie polmonari severe (per la prevedibile difficoltà a trattenere il respiro durante l’esecuzione della procedura), la presenza di diffuse placche calcifiche sull’aorta.
Consulta anche gli altri argomenti nella sezione Esami del cuore .
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